Test di italiano B1
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Con il quiz di grammatica italiana di oggi potrai metterti alla prova, perché affronteremo alcuni
Con il quiz di grammatica italiana di oggi potrai metterti alla prova, perché affronteremo alcuni
argomenti grammaticali che creano confusione ai miei studenti di italiano. Il livello di questo
esercizio è B1. Questo quiz ti aiuterà anche a capire quali argomenti è necessario ripassare,
approfondire, aggiustare. Benvenuto o benvenuta in questo nuovo video di Vaporetto Italiano. Se
non mi conosci, io sono Francesco e sono un insegnante di italiano per stranieri.
Su questo canale pubblico lezioni ed esercizi per aiutarti a parlare italiano in modo sempre
più naturale. Ma cominciamo il nostro esercizio con un argomento più semplice,
per scaldare i motori. Completa queste frasi con 'da', 'fa' o 'per', ma uno spazio dovrà rimanere
vuoto. Ti lascio 7 secondi per pensare, ma ferma il video per avere più tempo.
E le risposte sono: "Conosco Elisa da 4 anni". La preposizione 'da' con valore temporale indica
la durata di una situazione o di un'azione dal passato fino ad oggi. Per questo il verbo è al
presente. Conosco Elisa da 4 anni e inseriamo solo 'da', non è necessario 'fa'. 'Da' già
indica la durata dal passato a oggi. Studio il francese da 5 anni. La seconda frase invece è:
"Mi sono laureato 15 anni fa, come vola il tempo!" 'Fa', invece, indica un momento preciso,
puntuale nel passato, non una durata. Infatti il verbo è in un tempo passato. Mi sono laureato 15
anni fa. Da: durata; fa: momento nel passato. "Ho lavorato in quell'azienda per molti anni".
Se la preposizione 'fa' indica una durata di tempo fino a oggi, e sottolineo fino a oggi, 'per'
indica una durata di tempo in generale, potrebbe essere una durata nel passato (ho lavorato in
quell'azienda per molti anni, nel passato) oppure "Rimarremo in Grecia per 5 giorni",
è una durata nel futuro (o forse siamo in Grecia adesso e rimarremo in Grecia per 5 giorni,
ma non significa fino ad oggi, significa che questa è la durata della nostra vacanza).
Questa è la differenza. Da, fa, per. Prossima. Completa le frasi con 'già', 'ancora' e 'appena'.
risposte.
"Sei già sveglio? È presto, sono le 5 del mattino. Ma in realtà non sono ancora andato a letto,
sono appena tornato a casa". L'avverbio 'già' indica qualcosa che è successo prima del previsto.
Prima di un momento previsto. Sei già sveglio, eh? E quindi indica una sorpresa. Siete già arrivati?
Ma vi aspettavo più tardi! Qualcosa che succede prima del previsto oppure qualcosa che
semplicemente è successo in un momento precedente. Ho già visto questo film, l'ho già visto.
L'avverbio 'ancora', in una frase negativa, non ancora, indica un'azione che non si è realizzata,
ma che abbiamo intenzione di realizzare. "Non sono ancora andato a letto ".
Non ho ancora visto questo film, ma andrò al cinema a vederlo. 'Appena', invece, indica
un'azione che si è realizzata, che è successa un istante fa, adesso, un istante fa. "Sono appena
tornato". Sara è appena uscita per andare a fare la spesa: è uscita un istante fa. Come
sta andando? Questi erano argomenti più semplici per scaldare i motori, ma arriveranno argomenti
più tosti di difficoltà crescente. Per questo ho preparato per te un documento PDF gratuito con
tutto il contenuto di questa lezione spiegato in modo chiaro, ordinato e completo. Potrai ricevere
questo documento cliccando sul link che trovi nella descrizione qui sotto e inserendo il tuo
nome e il tuo indirizzo email nella pagina che apparirà. In pochi minuti riceverai il documento
PDF, ma anche un esercizio che ti permetterà di fissare al meglio gli argomenti di cui stiamo
parlando. È gratuito e da quel momento riceverai anche i prossimi video, i prossimi episodi del
podcast, informazioni culturali, informazioni sui nostri corsi, tutto quello che ti potrà
essere utile per migliorare il tuo italiano. Ma adesso continuiamo il nostro esercizio. Completa
le frasi con 'ne', 'lo' oppure lascia lo spazio in bianco. Dovrai usare un pronome due volte qui.
"Hai fatto i biscotti? Ne mangio subito uno". In questo caso 'ne' è un pronome partitivo,
indica una parte di un totale. Mangio uno di tutti i biscotti che hai preparato,
quindi uno del totale. Quindi 'ne' indica questa parte del totale. Non possiamo usare 'lo' qui:
quando riprendiamo un sostantivo accompagnato da una quantità, dobbiamo usare 'ne'. Mangio
uno di tutti i biscotti. "È rimasto un biscotto. Lo mangi tu o lo do a Fabio?"
In questo caso 'lo' sostituisce il biscotto che è rimasto. Ne è rimasto uno, non c'è una
quantità di un totale. Quel biscotto è un biscotto preciso, quello che è rimasto. E infine "questo
biscotto è bruciato, è rimasto in forno troppo tempo". Il biscotto è il soggetto della frase:
il biscotto è rimasto in forno. Non possiamo usare un pronome partitivo o il pronome oggetto 'lo' in
questo caso, perché non sono pronomi soggetto e non possono sostituire un soggetto. Lo lasciamo
sottinteso. Prossimo. Adesso ci divertiamo con i tempi del passato: coniuga i verbi tra parentesi
al passato prossimo, al trapassato prossimo o all'imperfetto. Ah, divertiamoci un po'.
Soluzioni. "Ero molto triste per quello che era successo". Il verbo 'succedere' è al trapassato
prossimo. Forse ricordi che il trapassato prossimo indica un'azione successa in un momento precedente
a un altro momento nel passato. Qui abbiamo già un momento, una situazione nel passato (ero triste
per quello che prima era successo). Quindi un momento prima di un altro momento nel passato.
Ma vediamo la seconda. "Prima di quel giorno i ladri non erano mai entrati in casa nostra".
Qui il nostro punto di osservazione è già nel passato,
'quel giorno' significa 'quel giorno nel passato'. Con la nostra attenzione siamo già nel passato,
ma prima di quel giorno i ladri non erano mai entrati. Di nuovo trapassato prossimo:
è un momento precedente a un altro momento nel passato. "Quando abbiamo aperto la porta,
ci siamo accorti che qualcuno era entrato in casa, tutto era in disordine". Di nuovo,
partiamo dal nostro punto di osservazione. La nostra attenzione è nel passato, il momento in cui
abbiamo aperto la porta. Quando abbiamo aperto la porta ci siamo accorti, ma il verbo 'accorgersi'
è al passato prossimo perché succede dopo, non prima. L'importante è capire il nostro punto
di osservazione e poi dove si posiziona l'altra azione. Abbiamo aperto la porta, ci siamo accorti
che prima qualcuno era entrato in casa e nell'ultima frase usiamo
l'imperfetto perché è una descrizione, non è un'azione. È chiaro?
Eh, questi sono tempi verbali che spesso creano confusione, eh, ma nel documento
PDF che puoi ricevere gratuitamente spiego tutto con anche degli esempi aggiuntivi
e riceverai anche degli esercizi, quindi è importantissimo. Scaricalo subito! Continuiamo.
Completa queste frasi con le preposizioni a o di oppure lascia lo spazio in bianco.
Ah, le preposizioni! Ma spezzo una lancia in favore dell'italiano perché,
in realtà, in tutte le lingue che ho studiato le preposizioni sono un incubo
e spesso fanno quello che vogliono, non seguono delle vere regole e sono ribelli.
È così anche in italiano. In italiano ci sono verbi che reggono una preposizione e verbi che
richiedono un'altra preposizione e così via. Il verbo 'smettere' richiede la preposizione 'di',
i verbi 'cercare' e 'provare' la preposizione 'a'. Quindi "puoi smettere di fare rumore? Non riesco a
concentrarmi". Ho provato a concentrarmi, ma non ce l'ho fatta. Nell'ultima frase non inseriamo
nessuna preposizione perché in italiano le espressioni impersonali formate dal verbo 'essere'
più un aggettivo o un avverbio non richiedono una preposizione prima del verbo all'infinito,
quindi "è necessario studiare l'italiano tutti i giorni", "è importante aiutare gli altri" e
così via. Quindi espressione impersonale più verbo all'infinito. E questo succede anche con
i verbi impersonali 'bisogna' e 'occorre': bisogna studiare di più. Attenzione però,
quando nella subordinata menzioniamo un soggetto, allora usiamo 'che' più congiuntivo:
è necessario che Paolino studi di più; bisogna che voi andiate a comprare il pane. Continuiamo
perché non è finita. Completa queste frasi con 'perché', 'siccome' o 'benché'. Congiunzioni!
Soluzioni. "Siccome ho ricevuto un aumento di stipendio, mi regalo un bel viaggio". "Non siamo
andati in vacanza perché costava troppo". "Prenoto il volo, benché costi un occhio della testa",
costi tantissimo. Le prime due congiunzioni sono congiunzioni causali, introducono una causa,
ma non sono intercambiabili, nel senso che vengono usate in posizioni diverse. Nella seconda frase
menzioniamo la causa all'inizio della frase e in questo caso non possiamo usare 'perché'. Non
possiamo usare 'perché' all'inizio di una frase, possiamo usare 'siccome' o 'dal momento che',
'visto che', 'dato che', 'poiché', causa più il resto della frase. Se invece la causa è menzionata
dopo, allora possiamo usare 'perché' e tutte le altre congiunzioni, ad eccezione di 'siccome':
'siccome' si usa all'inizio della frase, 'perché' al centro, in parole povere. Nella terza frase
abbiamo una congiunzione concessiva che significa 'anche se', 'nonostante': prenoto il volo anche
se costa un occhio della testa. Ma attenzione, le congiunzioni concessive richiedono il congiuntivo,
ad eccezione di 'anche se'; 'anche se', quando significa 'nonostante', 'sebbene',
'benché' non richiede il congiuntivo. Per esempio, benché piova faccio una passeggiata. Anche se
piove faccio una passeggiata. Stesso significato, ma non usiamo il congiuntivo nella seconda frase.
Ultimo, giochiamo con i pronomi relativi. Completa le frasi con 'che', 'cui' o 'chi'.
Soluzioni. "Questa è la casa di cui ti ho parlato ieri".
"Sara ha comprato una casa che costa €500.000".
"Non conosco chi abita in questa casa". Il pronome relativo 'cui' riprende un sostantivo menzionato
in precedenza, casa, ma solo quando è accompagnato da una preposizione. In italiano diciamo parlare
di qualcosa: ieri ti ho parlato di una casa e quindi non possiamo dire "questa è la casa di
che", ma "di cui ti ho parlato", perché c'è una preposizione. Nel secondo caso invece il pronome
'che' sostituisce 'casa' senza preposizione. La casa costa €500.000, e quindi usiamo 'che'.
Attenzione: a differenza di altre lingue, come il francese, il pronome 'che' rimane 'che' anche
se ha funzione di soggetto, come in questo caso (che può essere soggetto o complemento oggetto,
in questo caso è soggetto). Ultima frase: "non conosco chi abita in questa casa". 'Chi' è un
pronome relativo doppio, non riprende qualcosa che abbiamo menzionato prima perché la include: 'chi'
significa 'la persona che' o 'le persone che' e si riferisce sempre a persone, ovviamente, quindi
non conosco le persone che abitano in questa casa. Com'è andato questo esercizio di ripasso?
Conoscevi tutte queste regole grammaticali? Fammelo sapere nella sezione dei commenti
qui sotto. Sono molto curioso di sapere se era facile, difficile, se hai scoperto qualcosa di
nuovo o hai ripassato qualcosa che conoscevi già. Nel corso della mia carriera di insegnante qui su
YouTube ho pubblicato tantissimi quiz, lezioni di grammatica, esercizi vari che ti permettono
di ripassare o imparare tutti gli argomenti grammaticali più importanti in italiano, quindi
sarà più facile per te trovarli e ricordati, se non lo hai ancora fatto, di scaricare il documento
PDF attraverso il link che trovi qui sotto. Grazie mille per la tua fiducia e buono studio.
Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:
superlative degree of importante (“very important”)
plural of intercambiabile
for free, gratis
simply, plainly, plain
past participle of accompagnare