4 trucchi per PARLARE ITALIANO naturalmente
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Nel video di oggi ti presento quattro strategie per parlare italiano in modo naturale,
Nel video di oggi ti presento quattro strategie per parlare italiano in modo naturale,
come un italiano vero. Si tratta oggi di strategie a livello di lessico e
di costruzione della frase. In un video futuro parleremo anche di alcuni trucchi di pronuncia,
ma oggi seguimi fino alla fine perché i trucchi che ti presenterò ti saranno molto
utili e potrai finalmente stupire tutti quando parlerai italiano.
Cominciamo subito a bomba con il primo trucco per parlare italiano naturalmente, l'uso delle
espressioni idiomatiche. Ricordi che cosa sono le espressioni idiomatiche? Sono espressioni
il cui significato è figurato, idiomatico, appunto, e quindi è diverso dal significato
delle singole parole che le compongono. Si tratta di espressioni come "fare orecchie da mercante",
"non stare nella pelle", "parlare a vanvera" e sono chiamate anche "modi di dire".
Vediamo delle frasi con e senza l'uso delle espressioni idiomatiche. Per esempio: "Vorrei
aiutarti, ma non posso fare niente". Questa è una frase perfetta, corretta e anche naturale,
però potresti scegliere di riformularla così: "Vorrei aiutarti, ma ho le mani legate".
Abbiamo usato l'espressione "avere le mani legate", che si usa quando qualcosa o qualcuno
ci impedisce di agire, ci impedisce di fare qualcosa. Quindi vorrei aiutarti,
ma ho le mani legate, non posso fare niente. Oppure: "La situazione a questo punto è fuori dal
nostro controllo". Benissimo, corretta e naturale, ma potremmo dire: "La situazione ci è sfuggita di
mano". "Ci è sfuggita di mano". Wow! Ancora più avanzata. Farai un figurone se usi un'espressione
come questa. Abbiamo detto che la situazione è uscita dal nostro controllo, ci è sfuggita di
mano. Ultima frase: "Che domanda difficile! Adesso non so rispondere, dovrei pensarci".
Ti viene in mente un'espressione idiomatica usata quando sul momento non riusciamo a dare
una risposta o non riusciamo a pensare a una risposta da dare così all'improvviso?
"Che domanda difficile! Così su due piedi non so rispondere!". "Su due piedi" significa così, sul
momento, senza pensare. Se vuoi parlare italiano in modo sempre più naturale, usando le espressioni
idiomatiche, abbiamo preparato un ebook per te dal titolo "Modi di dire italiani, quando le parole
raccontano storie". Questo ebook include più di 50 espressioni idiomatiche con esempi chiari per
capirne meglio l'uso e, dove possibile, abbiamo aggiunto anche l'origine dei modi di dire. Puoi
ricevere questo ebook gratuitamente cliccando sul link che trovi nella descrizione di questo video.
Basterà inserire il tuo nome e il tuo indirizzo email nella pagina che apparirà e aspettare
qualche minuto. Riceverai tutto gratuitamente nella tua casella di posta. La seconda strategia
che ti voglio presentare oggi riguarda l'uso delle frasi marcate. Che cosa sono le frasi marcate?
Sono delle costruzioni non standard, tipiche dell'italiano parlato generalmente. Esistono
diversi tipi di costruzioni marcate, ma oggi ne vedremo una. Vediamo prima di tutto una frase
standard: "Compro la frutta dal fruttivendolo sotto casa". Questa è una costruzione standard:
abbiamo il soggetto sottinteso, io, il verbo, compro, il complemento oggetto,
la frutta, e gli altri complementi. Parlando, un italiano potrebbe dire: "Faccio la spesa
al supermercato, ma la frutta, la compro dal fruttivendolo sotto casa". Noti la differenza?
Abbiamo un elemento della frase che è spostato, dislocato a sinistra,
all'inizio della frase. "La frutta, la compro dal fruttivendolo sotto casa".
Poi c'è una virgola e abbiamo un pronome che riprende il complemento dislocato. In questo caso
abbiamo isolato un complemento oggetto, la frutta, e quindi il pronome corrispondente sarà un pronome
diretto. Compro che cosa? La frutta. La frutta è femminile e singolare, quindi questo pronome
sarà femminile singolare. Quindi elemento isolato, virgola e il pronome che corrisponde
a quell'elemento. Si tratta di una costruzione che è usata per enfatizzare un elemento della
frase o per distinguerlo da altri elementi, ma lo vedremo tra poco. Questa costruzione è molto
usata anche nelle domande. "Hai comprato i biglietti per il concerto?" Corretta,
ma è molto frequente sentire: "I biglietti per il concerto, ______. Prova tu a continuare questa
domanda. "I biglietti" è un complemento oggetto diretto. Hai comprato che cosa? I biglietti.
Quindi serve un pronome oggetto diretto che riprenda questo complemento maschile plurale.
"I biglietti per il concerto, li hai comprati?"
Anche il participio passato sarà plurale, perché abbiamo un pronome diretto prima.
Altri esempi potrebbero essere: "Il pane l'hai preso?", "Tua madre, l'hai chiamata?",
"I bambini, li hai svegliati?". La ripresa con il pronome è obbligatoria solo quando
il complemento dislocato è un complemento oggetto, negli altri casi la ripresa con
il pronome è facoltativa. Prova a riformulare questa frase con una dislocazione a sinistra.
Frase standard: "Ho regalato un libro a Marco". In questo caso voglio isolare "a Marco",
che è un complemento indiretto con la preposizione "a". La frase quindi sarà:
"A Marco, _______. Come continua questa frase? Che pronome potresti aggiungere?
Il pronome deve avere lo stesso significato del complemento "a Marco" e quindi userò il pronome
indiretto "gli": "A Marco, gli ho regalato un libro". Ma essendo un complemento indiretto,
non un complemento oggetto diretto, il pronome è facoltativo. "A Marco ho regalato un libro"
potremmo dire. Prima ho detto che la dislocazione a sinistra serve anche per non solo enfatizzare
l'elemento, ma anche per distinguerlo da altri. Se qualcuno ti chiede "Cosa hai regalato a Marco?",
tu puoi rispondere "A Marco, gli ho regalato un libro, mentre ad Alice, le ho regalato un mazzo
di fiori". Quindi enfatizziamo i due elementi dislocati per distinguerli anche tra di loro.
Immagina che qualcuno ti chieda "Quando vai al mare?" e tu puoi rispondere: "Vado al mare
ogni domenica". Ma usando la dislocazione a sinistra e isolando il complemento "al mare",
come potremmo rispondere alla domanda? "Al mare, ______". Provaci, con il pronome.
"Al mare, ci vado ogni domenica". Ma anche in questo caso possiamo omettere il pronome "ci",
perché non è un pronome diretto, quindi "Al mare vado ogni domenica". Parlando, la maggior
parte degli italiani qui probabilmente direbbe "Al mare, ci vado ogni domenica". Con questi primi due
trucchi potrai già fare un bel salto di qualità quando parli italiano. Quindi ti ricordo che puoi
scaricare l'ebook sulle espressioni idiomatiche, il link è nella descrizione, ma continuiamo con
il terzo trucchetto che vorrei presentarti oggi, l'uso dei segnali discorsivi. I segnali
discorsivi, diciamo, sono parole, espressioni o frasi che hanno una funzione pragmatica.
Ecco, quelli che vedi evidenziati sono segnali discorsivi che possono essere verbi, avverbi,
sostantivi, frasi e hanno una funzione pratica per il contesto, non hanno una funzione grammaticale
o a livello di significato, semantica. La stessa parola, inoltre, può avere più funzioni
come segnale discorsivo. Adesso rendo la cosa più facile. I segnali discorsivi possono essere usati,
per esempio, per attirare l'attenzione, con verbi come "sentire", "guardare" o "ascoltare". Marco,
senti, avrei bisogno di un piacere. Dando indicazioni a una persona, potresti dire,
"Guardi, per arrivare al castello deve andare sempre dritto." Ho usato la forma
di cortesia qua all'imperativo formale. I segnali discorsivi, oltre che per attirare l'attenzione,
sono usati anche per pensare, prendere tempo, riformulare un enunciato con parole come "cioè",
"in altre parole", o per modulare il discorso. Facciamo degli esempi. "Marta è, cioè, come dire,
un po' troppo permalosa per i miei gusti". Qui sto modulando il mio discorso per rendere meno
forte il giudizio, ma sto anche riflettendo. Uso i segnali discorsivi anche come riempitivi
del discorso, per pensare: "Questa casa è, insomma, un po' troppo piccola per noi". Esempi
di segnali discorsivi usati come riempitivi sono "cioè", "come dire", "in altre parole",
"voglio dire". I segnali discorsivi sono usati anche per articolare, il discorso,
per segnalare l'apertura, la continuazione o la chiusura del nostro discorso. "Bene, oggi parliamo
del congiuntivo". Qui "bene" è usato per prendere la parola e iniziare un discorso. "Per concludere,
vorrei mostrarvi un altro trucchetto utile per parlare italiano naturalmente". E qui mi sto
avviando verso la conclusione del mio discorso. Come dicevo, i segnali discorsivi sono diversi,
sono tantissimi e la stessa parola può avere più funzioni come segnale discorsivo. Non basta
una parte di un video come questo per mostrarli tutti nelle loro varie funzioni. Il mio obiettivo
di oggi è mostrarti come il loro uso possa rendere il tuo italiano più naturale. E poi
farò anche dei video sui segnali discorsivi in futuro. Passiamo all'ultima strategia,
l'ultimo elemento linguistico che vorrei presentarti oggi, le espressioni colloquiali. Le
espressioni colloquiali sono espressioni informali usate nella lingua parlata in contesti familiari,
con amici, parenti e persone che conosciamo bene. Vediamone degli esempi. "Dov'è il mio cellulare?
No, mi sa che l'ho lasciato a casa! Ma dai!" Che cosa significa "mi sa" in questa frase?
"Mi sa" significa penso, mi sembra. È una forma colloquiale e lo dimostra anche il
fatto che il verbo che segue questa espressione generalmente è all'indicativo, non al congiuntivo,
anche se si tratta di un'opinione, un'impressione. "Anche a me piacerebbe
andare a cena in quel ristorante ma, mettiamo che sia pieno, dove potremmo andare in alternativa?"
In questo caso, che cosa significa "mettiamo che"? Significa "facciamo l'ipotesi che",
"supponiamo che" ed è seguito dal congiuntivo in questo caso: mettiamo che sia pieno,
immaginiamo che sia pieno, facciamo l'ipotesi che sia pieno. Eh, che cosa facciamo? Dove andiamo?
"Ti va di andare a vedere quel film romantico che è uscito al cinema da poco?" "Eh? Non
esiste! Vacci con qualcun altro!" "Non esiste". Questa espressione è molto usata nell'italiano
colloquiale per rifiutare una proposta o un'idea. "No, non esiste! Io non vengo, vacci tu!"
"Questa cosa non esiste". Su questo canale, sul canale di Vaporetto italiano,
ho pubblicato tanti video in cui ti presento delle espressioni colloquiali molto comuni e naturali in
italiano e te le presento spesso in un contesto, in una scenetta. Mi farebbe piacere accompagnarti
alla loro scoperta e aiutarti a parlare l'italiano in modo sempre più avanzato e autentico. Quindi
puoi trovare e andare a vedere tantissimi dei video che ho pubblicato sul mio canale qui,
alcuni anche insieme a Paolino. Se ti va li trovi qui. Buona visione e a presto.
Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:
corresponding
compound of the infinitive accompagnare with ti
continuation, sequel
fruiterer
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