Skip to main content

4 trucchi per PARLARE ITALIANO naturalmente

Learn IT with this synchronized story

Scenes:
Active Cue (0:00)Click any word to inspect definition

Nel video di oggi ti presento quattro strategie per parlare italiano in modo naturale,

Interactive Transcript
0:00Speaking

Nel video di oggi ti presento quattro strategie per parlare italiano in modo naturale,

0:06

come un italiano vero. Si tratta oggi di strategie a livello di lessico e

0:12

di costruzione della frase. In un video futuro parleremo anche di alcuni trucchi di pronuncia,

0:20

ma oggi seguimi fino alla fine perché i trucchi che ti presenterò ti saranno molto

0:26

utili e potrai finalmente stupire tutti quando parlerai italiano.

0:37

Cominciamo subito a bomba con il primo trucco per parlare italiano naturalmente, l'uso delle

0:44

espressioni idiomatiche. Ricordi che cosa sono le espressioni idiomatiche? Sono espressioni

0:51

il cui significato è figurato, idiomatico, appunto, e quindi è diverso dal significato

1:00

delle singole parole che le compongono. Si tratta di espressioni come "fare orecchie da mercante",

1:08

"non stare nella pelle", "parlare a vanvera" e sono chiamate anche "modi di dire".

1:16

Vediamo delle frasi con e senza l'uso delle espressioni idiomatiche. Per esempio: "Vorrei

1:26

aiutarti, ma non posso fare niente". Questa è una frase perfetta, corretta e anche naturale,

1:36

però potresti scegliere di riformularla così: "Vorrei aiutarti, ma ho le mani legate".

1:49

Abbiamo usato l'espressione "avere le mani legate", che si usa quando qualcosa o qualcuno

1:58

ci impedisce di agire, ci impedisce di fare qualcosa. Quindi vorrei aiutarti,

2:04

ma ho le mani legate, non posso fare niente. Oppure: "La situazione a questo punto è fuori dal

2:14

nostro controllo". Benissimo, corretta e naturale, ma potremmo dire: "La situazione ci è sfuggita di

2:24

mano". "Ci è sfuggita di mano". Wow! Ancora più avanzata. Farai un figurone se usi un'espressione

2:32

come questa. Abbiamo detto che la situazione è uscita dal nostro controllo, ci è sfuggita di

2:41

mano. Ultima frase: "Che domanda difficile! Adesso non so rispondere, dovrei pensarci".

2:52

Ti viene in mente un'espressione idiomatica usata quando sul momento non riusciamo a dare

3:00

una risposta o non riusciamo a pensare a una risposta da dare così all'improvviso?

3:09

"Che domanda difficile! Così su due piedi non so rispondere!". "Su due piedi" significa così, sul

3:18

momento, senza pensare. Se vuoi parlare italiano in modo sempre più naturale, usando le espressioni

3:26

idiomatiche, abbiamo preparato un ebook per te dal titolo "Modi di dire italiani, quando le parole

3:35

raccontano storie". Questo ebook include più di 50 espressioni idiomatiche con esempi chiari per

3:44

capirne meglio l'uso e, dove possibile, abbiamo aggiunto anche l'origine dei modi di dire. Puoi

3:51

ricevere questo ebook gratuitamente cliccando sul link che trovi nella descrizione di questo video.

3:58

Basterà inserire il tuo nome e il tuo indirizzo email nella pagina che apparirà e aspettare

4:04

qualche minuto. Riceverai tutto gratuitamente nella tua casella di posta. La seconda strategia

4:12

che ti voglio presentare oggi riguarda l'uso delle frasi marcate. Che cosa sono le frasi marcate?

4:21

Sono delle costruzioni non standard, tipiche dell'italiano parlato generalmente. Esistono

4:29

diversi tipi di costruzioni marcate, ma oggi ne vedremo una. Vediamo prima di tutto una frase

4:38

standard: "Compro la frutta dal fruttivendolo sotto casa". Questa è una costruzione standard:

4:48

abbiamo il soggetto sottinteso, io, il verbo, compro, il complemento oggetto,

4:54

la frutta, e gli altri complementi. Parlando, un italiano potrebbe dire: "Faccio la spesa

5:03

al supermercato, ma la frutta, la compro dal fruttivendolo sotto casa". Noti la differenza?

5:13

Abbiamo un elemento della frase che è spostato, dislocato a sinistra,

5:22

all'inizio della frase. "La frutta, la compro dal fruttivendolo sotto casa".

5:29

Poi c'è una virgola e abbiamo un pronome che riprende il complemento dislocato. In questo caso

5:37

abbiamo isolato un complemento oggetto, la frutta, e quindi il pronome corrispondente sarà un pronome

5:46

diretto. Compro che cosa? La frutta. La frutta è femminile e singolare, quindi questo pronome

5:53

sarà femminile singolare. Quindi elemento isolato, virgola e il pronome che corrisponde

6:02

a quell'elemento. Si tratta di una costruzione che è usata per enfatizzare un elemento della

6:11

frase o per distinguerlo da altri elementi, ma lo vedremo tra poco. Questa costruzione è molto

6:19

usata anche nelle domande. "Hai comprato i biglietti per il concerto?" Corretta,

6:27

ma è molto frequente sentire: "I biglietti per il concerto, ______. Prova tu a continuare questa

6:34

domanda. "I biglietti" è un complemento oggetto diretto. Hai comprato che cosa? I biglietti.

6:43

Quindi serve un pronome oggetto diretto che riprenda questo complemento maschile plurale.

6:55

"I biglietti per il concerto, li hai comprati?"

7:01

Anche il participio passato sarà plurale, perché abbiamo un pronome diretto prima.

7:07

Altri esempi potrebbero essere: "Il pane l'hai preso?", "Tua madre, l'hai chiamata?",

7:14

"I bambini, li hai svegliati?". La ripresa con il pronome è obbligatoria solo quando

7:23

il complemento dislocato è un complemento oggetto, negli altri casi la ripresa con

7:31

il pronome è facoltativa. Prova a riformulare questa frase con una dislocazione a sinistra.

7:40

Frase standard: "Ho regalato un libro a Marco". In questo caso voglio isolare "a Marco",

7:49

che è un complemento indiretto con la preposizione "a". La frase quindi sarà:

7:56

"A Marco, _______. Come continua questa frase? Che pronome potresti aggiungere?

8:10

Il pronome deve avere lo stesso significato del complemento "a Marco" e quindi userò il pronome

8:18

indiretto "gli": "A Marco, gli ho regalato un libro". Ma essendo un complemento indiretto,

8:27

non un complemento oggetto diretto, il pronome è facoltativo. "A Marco ho regalato un libro"

8:34

potremmo dire. Prima ho detto che la dislocazione a sinistra serve anche per non solo enfatizzare

8:42

l'elemento, ma anche per distinguerlo da altri. Se qualcuno ti chiede "Cosa hai regalato a Marco?",

8:50

tu puoi rispondere "A Marco, gli ho regalato un libro, mentre ad Alice, le ho regalato un mazzo

8:58

di fiori". Quindi enfatizziamo i due elementi dislocati per distinguerli anche tra di loro.

9:08

Immagina che qualcuno ti chieda "Quando vai al mare?" e tu puoi rispondere: "Vado al mare

9:16

ogni domenica". Ma usando la dislocazione a sinistra e isolando il complemento "al mare",

9:23

come potremmo rispondere alla domanda? "Al mare, ______". Provaci, con il pronome.

9:35

"Al mare, ci vado ogni domenica". Ma anche in questo caso possiamo omettere il pronome "ci",

9:42

perché non è un pronome diretto, quindi "Al mare vado ogni domenica". Parlando, la maggior

9:48

parte degli italiani qui probabilmente direbbe "Al mare, ci vado ogni domenica". Con questi primi due

9:56

trucchi potrai già fare un bel salto di qualità quando parli italiano. Quindi ti ricordo che puoi

10:02

scaricare l'ebook sulle espressioni idiomatiche, il link è nella descrizione, ma continuiamo con

10:09

il terzo trucchetto che vorrei presentarti oggi, l'uso dei segnali discorsivi. I segnali

10:19

discorsivi, diciamo, sono parole, espressioni o frasi che hanno una funzione pragmatica.

10:28

Ecco, quelli che vedi evidenziati sono segnali discorsivi che possono essere verbi, avverbi,

10:38

sostantivi, frasi e hanno una funzione pratica per il contesto, non hanno una funzione grammaticale

10:49

o a livello di significato, semantica. La stessa parola, inoltre, può avere più funzioni

10:56

come segnale discorsivo. Adesso rendo la cosa più facile. I segnali discorsivi possono essere usati,

11:06

per esempio, per attirare l'attenzione, con verbi come "sentire", "guardare" o "ascoltare". Marco,

11:16

senti, avrei bisogno di un piacere. Dando indicazioni a una persona, potresti dire,

11:25

"Guardi, per arrivare al castello deve andare sempre dritto." Ho usato la forma

11:31

di cortesia qua all'imperativo formale. I segnali discorsivi, oltre che per attirare l'attenzione,

11:41

sono usati anche per pensare, prendere tempo, riformulare un enunciato con parole come "cioè",

11:50

"in altre parole", o per modulare il discorso. Facciamo degli esempi. "Marta è, cioè, come dire,

12:01

un po' troppo permalosa per i miei gusti". Qui sto modulando il mio discorso per rendere meno

12:09

forte il giudizio, ma sto anche riflettendo. Uso i segnali discorsivi anche come riempitivi

12:19

del discorso, per pensare: "Questa casa è, insomma, un po' troppo piccola per noi". Esempi

12:30

di segnali discorsivi usati come riempitivi sono "cioè", "come dire", "in altre parole",

12:39

"voglio dire". I segnali discorsivi sono usati anche per articolare, il discorso,

12:48

per segnalare l'apertura, la continuazione o la chiusura del nostro discorso. "Bene, oggi parliamo

12:58

del congiuntivo". Qui "bene" è usato per prendere la parola e iniziare un discorso. "Per concludere,

13:08

vorrei mostrarvi un altro trucchetto utile per parlare italiano naturalmente". E qui mi sto

13:15

avviando verso la conclusione del mio discorso. Come dicevo, i segnali discorsivi sono diversi,

13:23

sono tantissimi e la stessa parola può avere più funzioni come segnale discorsivo. Non basta

13:30

una parte di un video come questo per mostrarli tutti nelle loro varie funzioni. Il mio obiettivo

13:37

di oggi è mostrarti come il loro uso possa rendere il tuo italiano più naturale. E poi

13:43

farò anche dei video sui segnali discorsivi in futuro. Passiamo all'ultima strategia,

13:50

l'ultimo elemento linguistico che vorrei presentarti oggi, le espressioni colloquiali. Le

14:00

espressioni colloquiali sono espressioni informali usate nella lingua parlata in contesti familiari,

14:08

con amici, parenti e persone che conosciamo bene. Vediamone degli esempi. "Dov'è il mio cellulare?

14:18

No, mi sa che l'ho lasciato a casa! Ma dai!" Che cosa significa "mi sa" in questa frase?

14:29

"Mi sa" significa penso, mi sembra. È una forma colloquiale e lo dimostra anche il

14:38

fatto che il verbo che segue questa espressione generalmente è all'indicativo, non al congiuntivo,

14:47

anche se si tratta di un'opinione, un'impressione. "Anche a me piacerebbe

14:54

andare a cena in quel ristorante ma, mettiamo che sia pieno, dove potremmo andare in alternativa?"

15:02

In questo caso, che cosa significa "mettiamo che"? Significa "facciamo l'ipotesi che",

15:10

"supponiamo che" ed è seguito dal congiuntivo in questo caso: mettiamo che sia pieno,

15:19

immaginiamo che sia pieno, facciamo l'ipotesi che sia pieno. Eh, che cosa facciamo? Dove andiamo?

15:29

"Ti va di andare a vedere quel film romantico che è uscito al cinema da poco?" "Eh? Non

15:36

esiste! Vacci con qualcun altro!" "Non esiste". Questa espressione è molto usata nell'italiano

15:45

colloquiale per rifiutare una proposta o un'idea. "No, non esiste! Io non vengo, vacci tu!"

15:52

"Questa cosa non esiste". Su questo canale, sul canale di Vaporetto italiano,

15:59

ho pubblicato tanti video in cui ti presento delle espressioni colloquiali molto comuni e naturali in

16:06

italiano e te le presento spesso in un contesto, in una scenetta. Mi farebbe piacere accompagnarti

16:14

alla loro scoperta e aiutarti a parlare l'italiano in modo sempre più avanzato e autentico. Quindi

16:21

puoi trovare e andare a vedere tantissimi dei video che ho pubblicato sul mio canale qui,

16:28

alcuni anche insieme a Paolino. Se ti va li trovi qui. Buona visione e a presto.

Click any line to seek • Click word for dictionary

Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:

corrispondentekor.ris.ponˈdɛn.te
A1

corresponding

“abbiamo isolato un complemento oggetto, la frutta, e quindi il pronome corrispondente sarà un pronome”
accompagnartiak.kom.paɲˈɲar.ti
A1

compound of the infinitive accompagnare with ti

“italiano e te le presento spesso in un contesto, in una scenetta. Mi farebbe piacere accompagnarti”
continuazionekon.ti.nu.atˈt͡sjo.ne
A1

continuation, sequel

“per segnalare l'apertura, la continuazione o la chiusura del nostro discorso. "Bene, oggi parliamo”
fruttivendolofruttivendolo
A1

fruiterer

“standard: "Compro la frutta dal fruttivendolo sotto casa". Questa è una costruzione standard:”
gratuitamenteɡra.tu.i.taˈmen.te
A1

for free, gratis

“ricevere questo ebook gratuitamente cliccando sul link che trovi nella descrizione di questo video.”