10 errori che rivelano subito che non sei madrelingua!
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Ciao a tutti e bentornati o benvenuti se
Ciao a tutti e bentornati o benvenuti se
siete nuovi sul canale di Passione
Italiana. Oggi facciamo un quiz, ne
abbiamo fatti tanti di quiz, ma questo
non è un quiz come gli altri, è un quiz
diverso, perché non avrete ehm delle
risposte tra cui scegliere. Non dovrete
scegliere tra A, B o C, ma dovrete dare
la risposta. Io vi presenterò delle
frasi con degli errori e voi dovrete
correggere da soli queste frasi. Per
questa sfida ho scelto gli errori più
comuni che sento quotidianamente dai
miei studenti stranieri. Gli errori
spontanei su cui di solito non si fanno
delle vere lezioni ehm di teoria su cui
di solito non ci si sofferma durante le
classiche lezioni di italiano. Quindi
sono sfumature e dinamiche davvero molto
interessanti. Guardate il video fino
alla fine perché il 90% degli studenti
non riesce a trovare tutti questi
errori. Sono cose davvero piccole ma
molto importanti e molto interessanti.
Quindi prendete un foglio di carta, una
penna, scrivetevi le frasi, cercate di
trovare gli errori, mettete il video in
pausa se avete bisogno di tempo per
pensare, poi ritornate quando siete
pronti e io vi darò la soluzione e la
spiegazione.
Scrivetemi nei commenti quanti errori
fate normalmente, quanti errori siete
riusciti a correggere. Non perdiamoci in
chiacchiere e cominciamo con la prima
frase.
Ma prima per favore cliccate like,
iscrivetevi al nostro canale, dateci
tanti hype che ci aiuta tantissimo.
Frase numero uno. Ho comprato un regalo
per Katia e devo darlo domani. Qual è
l'errore in questa frase? Pensate.
Allora, in questa frase la parte non
corretta è il verbo con il pronome.
Darlo. Dobbiamo sistemare questa parte
perché manca un pezzo. Non la frase in
italiano così non suona completa. La
frase corretta sarebbe: "Ho comprato un
regalo per Katia e devo darglielo
domani". In italiano, in questo tipo di
frasi, dobbiamo usare il pronome
combinato,
quindi dare che cosa? il regalo, quindi
lo, ma anche a Katia le, che però nel
pronome combinato diventa gli, quindi
glielo, darglielo. È vero che Katia è
già presente nella frase, ma per una
frase corretta in italiano bisogna
ripetere anche l'oggetto indiretto e
quindi darglielo. Questo è un errore
molto comune. Tutti gli studenti con cui
faccio la lezione fanno questo errore,
dimenticano di usare il pronome
combinato in questo tipo di frasi. Fate
anche voi questo errore?
Seconda frase. Mentre l'insegnante
spiegava,
è caduto il libro dalle sue mani. Dov'è
l'errore in questa frase? Pensate,
vediamo insieme. Questa frase. Suona
male, suona strana in italiano e la
parte che non è corretta è la seconda
parte della frase. La frase corretta
sarebbe: "Mentre l'insegnante spiegava,
le è caduto il libro dalle mani". Questo
è davvero interessante perché tantissimi
studenti, specialmente anglofoni, fanno
questo errore. Allora, in italiano per
le parti del corpo o gli oggetti
personali non si usa l'aggettivo
possessivo, le sue mani. non è naturale
in italiano, ma si usa il pronome
indiretto, il complemento di termine,
quindi a me, a te, a lui, a lei, a noi,
a voi o a loro. Quindi non si dice è
caduto il libro dalle sue mani, ma è
caduto il libro a lei, quindi le è
caduto il libro dalle mani.
Vediamo altri esempi simili. Si dice mi
è caduta una goccia di pioggia in testa.
Non si dice è caduta una goccia di
pioggia sulla mia testa. Non si usa il
possessivo, ma si usa il complemento di
termine. Quindi a me mi è caduta
sulla testa.
Spesso mi soffermo con i miei studenti
su questa struttura, ma davvero se sono
anglofoni è una struttura difficile da
ricordare, ma è quella corretta perché
altrimenti la frase non suona per niente
naturale in italiano. Frase numero tre.
A scuola abbiamo studiato i greci e
romani. Dov'è l'errore in questa frase?
Pensate,
vediamo insieme. Qui l'errore è
nell'articolo. Non si dice i dei, ma si
dice gli dei.
Ma la domanda importante è perché
si tratta di una semplicissima parola
maschile plurale che comincia con la D.
Dovrebbe volere l'articolo i. Infatti
dico i dadi, i dinosauri, i denti,
perché non dico ii?
Allora, c'è una ragione che deve essere
cercata
un po' lontano nel tempo, perché
anticamente la parola non era il Dio, ma
era l'iddio
e quindi il plurale era gli dei. Lid
Dio, gli dei.
Quando però l'iddio nella lingua moderna
è diventato il Dio, il plurale non è
stato, diciamo, corretto ed è rimasto
gli dei. invece di day. Ci è piaciuto
mantenere l'articolo gli perché secondo
noi suonava meglio e quindi è rimasto
gli dei. Un'altra frase, vado al bar in
Italia e dico buongiorno, mi fa un
espresso, per favore? Dov'è l'errore in
questa frase? Pensate,
vediamo insieme. Qui l'errore più
culturale, diciamo, perché nessuno in
Italia direbbe "Mi fa un espresso". In
Italia non si usa la parola espresso, si
usa semplicemente la parola caffè.
Quindi vorrei un caffè, posso avere un
caffè, mi può fare un caffè? mi fa un
caffè, ma non un espresso.
E questo perché? Perché il caffè in
Italia è sempre un espresso, non c'è
bisogno di dirlo.
Un'altra frase collegata a quella
precedente. Siamo sempre al bar, ho
ordinato il caffè, il cameriere arriva e
dice: "Ecco il caffè, vuole dello
zucchero?" E io rispondo: "Sì, per
favore". Dov'è l'errore? Pensate,
in questo caso l'errore è nella
risposta. In Italia quando qualcuno ti
offre qualcosa o ti serve qualcosa, si
risponde sempre "Sì, grazie" e non sì,
per favore, che si usa soltanto quando
si chiede attivamente qualcosa. Posso
avere un caffè, per favore? Ma se
rispondiamo alla domanda diciamo sì,
grazie o no? Grazie. Non diciamo sì, per
favore.
Un'altra domanda. Il nostro guida a Roma
Paolo era bravissimo. Dov'è l'errore in
questa frase? Pensate,
vediamo insieme. Qui dobbiamo cambiare
una serie di cose che però sono tutte
collegate. La frase corretta è: "La
nostra guida a Roma Paolo era
bravissima."
Perché? Perché la parola guida in
italiano è sempre femminile. Non importa
se poi la guida era un uomo o una donna,
non ci interessa perché grammaticalmente
la parola guida è femminile e quindi
anche se è Paolo tutta la frase deve
rimanere femminile.
La stessa cosa succede con la parola
persona. Non importa se si parla di un
uomo o si parla di una donna, la parola
persona è femminile e quindi tutti gli
aggettivi e gli articoli correlati
devono rimanere femminili.
Frase numero 7.
Ero in ritardo e ho corso alla fermata
dell'autobus. Dov'è l'errore? Pensate.
Allora, qui l'errore sta nella scelta
dell'ausiliare del verbo correre, quindi
non si dice ho corso, ma la frase
corretta è ero in ritardo, così sono
corso alla fermata dell'autobus. Ma
perché?
Allora, il verbo correre richiede
l'ausiliare essere quando è specificata
una direzione, una destinazione precisa,
come nel nostro caso la fermata
dell'autobus,
oppure anche quando significa andare
velocemente.
Per esempio, ho sentito un rumore e sono
corso a vedere che cosa stava
succedendo,
oppure quando le ho dato la brutta
notizia è corsa via.
Di solito invece quando c'è una durata o
una distanza si usa l'ausiliare avere.
Per esempio, ho corso per 2 ore o ho
corso tre maratone, uso transitivo, tra
l'altro.
Domanda numero 8. Se hai vinto la gara è
tutto il tuo merito. Dov'è l'errore?
Pensate,
vediamo insieme. L'errore è nell'ultima
parte il tuo merito, perché la frase
corretta è: "Se hai vinto la gara è
tutto merito tuo". Qui si tratta di
un'espressione cristallizzata con la
parola merito. Eh, quando merito è usato
in questo modo, l'aggettivo possessivo
si mette dopo e non si usa l'articolo.
Si dice è merito mio, è merito tuo, è
merito suo, è merito nostro, è merito
vostro, è merito loro e non si usa
l'articolo.
La stessa cosa vale per il contrario, la
parola colpa. si dice è colpa tua, non è
la tua colpa. Ci sono diverse
espressioni che richiedono l'aggettivo
possessivo messo dopo. Ho fatto un video
proprio su questo argomento, trovate il
link in descrizione.
E arriviamo alla frase numero 9. Ero
alla finestra quando ho visto Marcella
salendo in macchina. Dov'è l'errore?
Pensate,
avete trovato l'errore?
Qui l'errore è nel verbo salire, perché
la frase corretta è: "Ero alla finestra
quando ho visto Marcella salire in
macchina". Dobbiamo usare l'infinito,
non il gerundio. Perché quando c'è un
verbo di percezione, vedere, sentire,
ascoltare, guardare, eccetera,
l'italiano richiede l'uso del verbo
all'infinito e non del gerundio.
La frase significa: "Ero alla finestra
quando ho visto Marcella che saliva in
macchina. Il soggetto è Marcella.
Vediamo altri esempi. Ho sentito i
bambini urlare in giardino. Che
significa? Ho sentito i bambini che
urlavano in giardino o quando vedo Luca
ballare mi emoziono sempre. Che
significa? Quando vedo Luca che balla mi
emoziono sempre.
Attenzione perché se usate il gerundio
invece dell'infinito in queste frasi, eh
la frase potrebbe comunque risultare
corretta, ma la persona che vi ascolta
capisce qualcosa di diverso, perché
quando usate il gerundio il soggetto
deve essere lo stesso. Quindi se io dico
"Ho visto Marcella salire in macchina"
significa ho visto Marcella che saliva
in macchina. Ma se dico ho visto
Marcella salendo in macchina significa
ho visto Marcella mentre salivo io in
macchina perché il soggetto è lo stesso.
Io ho visto e io salivo. Quindi dovete
fare molta attenzione.
Per approfondire l'argomento potete
guardare i miei video sul gerundio e
sull'infinito.
E l'ultima frase, "Vi abbiamo telefonato
perché ci siamo mancati molto." Dov'è
l'errore in questa frase? Pensate,
vediamo insieme. Eccolo qui, il verbo
mancare, l'incubo di tutti gli studenti.
Attenzione a come si usa la frase
corretta sarebbe: "Vi abbiamo telefonato
perché ci siete mancati molto". Il verbo
mancare funziona come il verbo piacere.
Io dico mi manca l'Italia. L'Italia è il
soggetto della frase l'Italia manca a me
oppure "Mi manchi molto".
Il soggetto del verbo mancare è tu. Tu
manchi molto a me.
Lo stesso meccanismo vale al passato
prossimo. Voi siete mancati a me, quindi
mi siete mancati.
Voi siete mancati a noi, quindi ci siete
mancati.
E per finire vi voglio fare una domanda
bonus. Questa è davvero interessante,
eh? Allora, trovate l'errore in questa
frase: "Non voglio dare i miei soldi a
Giacomo, non lo fido."
Pensate.
Allora, l'errore è nel verbo fidarsi,
che per gli studenti è davvero
difficilissimo.
Allora, la frase corretta è: "Non voglio
dare i miei soldi a Marco, non mi fido
di lui". Il verbo fidarsi è un verbo
riflessivo, è fidarsi e poi di qualcuno
o di qualcosa. Per esempio, Paolo si
fida di me, gli studenti si fidano della
professoressa,
non ci fidiamo di te. Quindi attenzione
a come si usa il verbo fidarsi. È
riflessivo e vuole la preposizione di.
Attenzione quando scegliete il soggetto,
anche questo è un errore molto molto
comune. Allora, il quiz è finito. Fatemi
sapere nei commenti com'è andata. Fatemi
sapere se ehm normalmente fate questi
errori oppure no, se avete trovato gli
errori oppure no e quanti ne avete
trovati. Ma può anche essere che abbiate
percepito che la frase non suonava
corretta, ma non siete riusciti
veramente a correggere l'errore. Fatemi
sapere tutto nei commenti, sono molto
curiosa di leggerli. Grazie mille per
aver seguito il video fino alla fine.
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nostro canale a crescere. Grazie mille a
tutti e alla prossima. Ciao.
Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:
grammatically
daily, every day, day by day
feminine singular of cristallizzato
superlative degree of difficile (“very difficult”)
female equivalent of professore