Più DI o più CHE?
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Quante volte ti sei chiesta o chiesto ma quando diciamo più che
Quante volte ti sei chiesta o chiesto ma quando diciamo più che
e quando più di in italiano? Per esempio, l'italiano è più semplice del tedesco,
forse. Ma Alice parla più spesso il tedesco che l'italiano. In questa lezione ti spiego tutto
per filo e per segno e alla fine del video saprai esattamente quando usare 'di' e quando usare 'che'
nella formazione dei comparativi in italiano. Come sempre abbiamo preparato per te due cose
utilissime: un documento PDF con tutto il contenuto di questa lezione
e un esercizio che ti aiuterà a comprendere e a fissare al meglio l'argomento di oggi.
È tutto gratuito. Basterà cliccare sul link che trovi nella descrizione qui sotto o inquadrare
questo codice QR, inserire il tuo nome e il tuo indirizzo email nella pagina che apparirà e
aspettare qualche minuto. Arriverà tutto nella tua casella di posta. Il comparativo è una struttura
che serve a mettere a confronto due elementi. Per esempio, nel comparativo di maggioranza,
un termine di paragone presenta una qualità in misura superiore rispetto all'altro termine.
Generalmente, quando mettiamo a confronto due termini, la costruzione si forma in questo modo:
'più', aggettivo, 'di' e il nome o il pronome. Per esempio, io sono più giovane di Giulia.
È vero, eh? Più giovane di Giulia. Paolo è decisamente più simpatico di Fabio. Abbiamo più
l'aggettivo, 'di' e un nome. La questione importante di questa lezione è questa però:
quando usiamo 'di' e quando usiamo 'che' per introdurre il secondo termine di paragone?
Cominciamo con 'di'. Si usa la preposizione 'di' quando il secondo termine di paragone è un nome,
un pronome o, preferibilmente, un avverbio. Per esempio, Patrizia è molto più agile di Fabio.
Fabio è un nome proprio in questo caso e quindi è introdotto da 'di' nel comparativo. Un pronome:
Alice si laurea prima perché è più studiosa di te. 'Studioso' è un aggettivo che indica una persona
che studia molto. Lei è più studiosa di te. 'Te' è un pronome. Vediamo un esempio con un avverbio.
Sembri più rilassato di prima, avverbio, generalmente di tempo.
Ma quando si usa 'che'? Si usa 'che' quando i due termini di paragone sono elementi
paralleli all'interno della frase e possono essere due aggettivi, due verbi o due avverbi.
Vediamo un confronto fra due aggettivi: Marcello è più intelligente che simpatico. Qui non stiamo
paragonando due nomi, ma due qualità riferite allo stesso soggetto. Marcello è più intelligente che
simpatico. Aggettivo e aggettivo. Due verbi: è più divertente sciare che andare in bicicletta.
Confronto fra due verbi oppure due avverbi: Paolo esce più ora che prima. Esce più ora che prima.
Quindi due aggettivi, due verbi o due avverbi, ma usiamo 'che' anche quando il secondo termine
di paragone è introdotto da una preposizione: Marta è più brava in storia che in geografia.
Qui stiamo confrontando le capacità di Marta in due materie introdotte dalla preposizione 'in'.
Oppure: andiamo più spesso al mare che in montagna.
Poco fa abbiamo imparato che prima di un nome o di un pronome usiamo la preposizione 'di' ricordi?
'Più', aggettivo, 'di' è un nome o un pronome. Ora osserva questa frase o queste frasi.
In frigo tengo sempre più birra che vino. Martina chiama più spesso me che te.
Eh, 'vino' è un sostantivo, 'te' è un pronome. Però sono introdotti da 'che', non da 'di'.
Allora, esistono diverse spiegazioni più o meno complicate su questo fenomeno.
Qualcuno dice che si usa 'che' quando nessuno dei due termini di paragone è soggetto della frase.
Nella frase "in frigo tengo sempre più birra che vino", il soggetto sono io, non la birra o il
vino. Poi esistono spiegazioni più complicate, ma non è questa la sede per presentarle.
Abbiamo visto il comparativo di maggioranza con 'più di' o 'più che', ma abbiamo anche un
comparativo di minoranza, che è il contrario, diciamo. Il comparativo di minoranza indica
un termine di paragone con una qualità presente in misura inferiore rispetto all'altro termine
di paragone. E in questo caso sostituiamo 'più' con 'meno'. Io sono decisamente meno pragmatico
di Giulia. È vero, è una caratteristica che invidio molto a Giulia. Meno pragmatico di Giulia.
Fa meno freddo fuori che in casa. Le regole sull'uso di 'di', di di 'di', e di 'che'
sono le stesse. Eh, qui usiamo 'che' perché abbiamo una preposizione "in casa".
Studiare la grammatica è meno stimolante che ascoltare un podcast che più verbo.
E poi abbiamo il comparativo di uguaglianza che ti presento per completezza. Mh,
abbiamo il primo termine di paragone introdotto da 'così'
o da 'tanto' e il secondo da 'come' oppure 'tanto quanto'. Oggi sono tanto stanco quanto ieri.
Tanto stanco quanto ieri in misura uguale. Mh. Francesco è tanto bravo quanto intelligente
o semplicemente Francesco è bravo quanto intelligente? Modestamente, ogni tanto
concedimi di parlare bene di me stesso. Bene, oggi abbiamo visto la differenza tra l'uso di 'di' e di 'che' nella formazione
dei comparativi, e abbiamo visto in modo più approfondito
il comparativo di maggioranza. Ti ricordo che per chiarire tutti i tuoi dubbi puoi
scrivere un commento qui sotto nel video e scaricare il documento PDF con l'esercizio
perché ti aiuteranno davvero a comprendere meglio e a fissare
l'argomento di oggi. Trovi il link nella descrizione di questo video
oppure puoi inquadrare questo codice QR. Grazie mille e ci vediamo al prossimo
Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:
preferably, mostly, rather, sooner, more willingly
feminine singular of caratteristico
simply, plainly, plain
exhaustive, thorough, extensive
gerund of confrontare