The Italian IMPERATIVE: What textbooks don't tell you
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Ok. Allora, perché non esiste
Ok. Allora, perché non esiste
l'imperativo alla prima persona
singolare?
E alla prima persona plurale possiamo
veramente considerarlo un imperativo?
E se l'imperativo serve per dare ordine
e comandi, com'è possibile che abbiamo
una forma con il lei che dovrebbe essere
gentile, educata?
Bene, oggi cercherò di rispondere a
tutte queste domande sull'imperativo.
Come al solito, guardate fino alla fine
perché ci sarà un piccolo quiz.
Ciao amici di Passione Italiana,
bentornati a un'altra pillola di
Italiano con Passione Italiana e con me
Alex. Come al solito, per favore, non
dimenticatevi di fare like, iscrivervi
al canale e anche di condividere questo
video perché ci aiuta molto. E se avete
un minuto di tempo vi chiederei per
favore di scrivere una bella recensione
positiva su Passione Italiana e come vi
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italiano. Quindi potete scrivere una
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Ok? Quindi iniziamo a parlare del nostro
imperativo. Eh, vediamo subito l'origine
di questo tempo verbale. Quindi
l'imperativo è usato per dare un
comando, un consiglio, un ordine a
qualcuno.
Quindi non è che descrive delle azioni,
ma serve per dire a qualcuno di fare
qualcosa praticamente, quindi appunto
per dare ordini o anche consigli.
Quindi, quando parliamo dell'etimologia
della parola, dell'origine della parola
imperativo,
vi posso dire che deriva dal latino
imperare, che vuol dire comandare,
appunto.
Una cosa curiosa è che imperativo
ha la stessa radice di imperatore,
infatti, che è la persona che comanda.
Quindi l'imperativo può essere usato in
diversi contesti, quindi per esempio se
vogliamo dare un comando o un ordine,
appunto, esci subito o smettila.
Oppure
vogliamo dare un'istruzione o un
consiglio a qualcuno,
mescola gli ingredienti o prendi
l'ombrello, per esempio,
o ancora può esprimere un'esortazione o
un invito.
Vieni o andiamo al cinema.
può anche essere usato come preghiera o
supplica.
Aiutami o scusami
e può anche essere usato per esprimere
un divieto, quindi per esempio non
fumare
o non scherziamo. Eh,
ok. Quindi questi sono alcuni esempi per
aiutarvi a ricordare in quali contesti
usato l'imperativo.
Ok? Allora, l'imperativo, come
probabilmente sapete, è una forma molto
corta, una forma verbale molto corta,
molto breve.
E questo perché? Perché in situazioni di
emergenza e dobbiamo dire a qualcuno di
fare qualcosa urgentemente, abbiamo
bisogno di comandi molto brevi. Quindi
va via, per esempio, eh, quindi un verbo
molto diretto in questo senso.
Ecco, la cosa che voglio dirvi è
attenzione perché alcune forme magari
coincidono anche con il presente, quindi
per esempio, studiate italiano può
essere una domanda o un'affermazione al
presente oppure studiate italiano, che
ovviamente è un ordine e per questo
usiamo l'imperativo. Quindi attenzione
al contesto, magari le forme sono
identiche al presente e all'imperativo,
però ovviamente il contesto ci dice se
stiamo parlando al presente o
all'imperativo.
Quindi prima di continuare però a questo
punto vorrei anche ricordarvi come si
forma l'imperativo.
Quindi qua ci sono i verbi in are, ere,
e isk con tutte le nostre belle forme.
Quindi parla, parli, parliamo,
parlate.
Un verbo in ere, come credere, per
esempio, credi, creda, crediamo,
credete.
È un verbo inre, come per esempio
dormire, dormi, dorma, dormiamo,
dormite.
E finalmente verb in Isk, come finire
ovviamente. Finisci, finisca,
attenzione,
finiamo e finite.
Ok, quindi l'imperativo è un tempo
verbale un po' complicato. In che senso?
Quindi ci sono forme regolari, ci sono
forme irregolari,
ci sono forme monosillabiche di dava
fasta, per esempio. Ci sono le forme
verbali con i pronomi,
le forme negative. Ecco, attenzione,
questo non è un video su come formare o
usare l'imperativo, è più un video
interessante, spero, sull'origine
dell'imperativo.
Per sapere come usare e formare
l'imperativo, andate a vedere i video di
Marta, ne ha fatti molti sul nostro
canale YouTube e potete andare a vedere
tutti i suoi video sull'imperativo.
Ok? Adesso vi ricordo che queste sono le
forme dell'imperativo regolari,
ok? E qua possiamo già vedere qualcosa
di molto interessante che mancano delle
persone, quindi mancano per esempio io e
loro. Io e loro. Ok, quindi mancano io,
loro. Noi l'ho messo tra parentesi, ne
parlerò tra un secondo. E ovviamente
manca anche lui. Possiamo usare
l'imperativo la forma lui, ma esiste
solo la forma lei formale. E perché?
Allora, dunque, io manca perché
l'imperativo dà comandi e quindi non
puoi dare ordini a te stesso, quindi
molto semplice, non possiamo darci degli
ordini e quindi la forma io non esiste.
E se mi guardo allo specchio, per
esempio, e dico svegliati, cosa succede?
Beh, in questo caso, ovviamente stiamo
usando il tu, quindi io sto parlando con
me, ma dico tu. e quindi non esiste
appunto la forma io.
Ok? Sempre parlando delle forme che
mancano, a parte lui, come ho detto, e
io, manca anche il loro. E perché manca
loro?
Perché non si può dare un comando a una
persona che non è presente davanti a
noi.
Quindi se queste persone non sono
davanti a noi in questo momento, non
possiamo dare un ordine di diretto.
E invece se stiamo parlando
direttamente, ma a un gruppo di persone,
eh allora in quel caso ovviamente
dobbiamo usare il voi. Quindi una cosa
interessante qui è che il voi può essere
usato eh in un contesto formale, ma
anche informale. Eh in tutti e due
contesti si può usare il voi,
ok? E il noi invece? Allora, per lo
stesso motivo per cui non c'è non esiste
io la forma io, non può esistere anche
la forma noi
perché non possiamo dare un ordine a noi
stessi. Però, infatti, la forma noi
dell'imperativo non è esattamente un
imperativo, si chiama tecnicamente
imperativo esortativo,
perché infatti dà più un consiglio, una
raccomandazione
o un incoraggiamento a un gruppo di
persone in cui ci siamo anche noi.
Quindi, per esempio, possiamo dire
andiamo. Quindi, anch'io mi includo in
questo ordine, in questa
raccomandazione,
in questo in questa esortazione
e quindi possiamo usare il noi in questo
senso. Quindi, se parlate inglese, eh la
forma più appropriata per tradurre
questa forma di andiamo, per esempio, la
prima persona plurale dell'imperativo
sarebbe la forma. Quindi andiamo, let's
go.
E per il lei e qui si fa abbastanza
interessante,
quindi in realtà tecnicamente
il lei, la forma del lei all'imperativo
non esiste. Oh mamma mia, Alex, com'è
possibile? Mi direte, com'è possibile?
Quindi l'imperativo è diretto quando
diciamo delle cose come prendi o fai può
essere anche un po' troppo diretto, un
po' troppo aggressivo, tra virgolette.
Quindi in un contesto formale dare un
ordine così diretto sarebbe molto
scortese, sarebbe molto maleducato
e quindi la soluzione che ha adottato
l'italiano è di prendere in prestito le
forme del congiuntivo.
Quindi tecnicamente, quando noi
coniughiamo l'imperativo, quando
studiamo l'imperativo, la forma formale
con il lei è in realtà il congiuntivo.
Infatti il congiuntivo è il tempo
verbale dell'incertezza,
del dubbio e anche ovviamente della
gentilezza.
Quindi ci serve a trasformare un ordine
in un invito formale.
Quindi, per esempio, se stiamo dando
indicazioni, eh desidero che lei giri a
sinistra,
diventa giri a sinistra. E infatti la
forma dell'imperativo
formale con il lei, il verbo girare è
giri. Giri.
Ok, va bene. E adesso vorrei parlarvi un
secondo dei pronomi, dell'imperativo con
i pronomi, perché ci sono delle cose
molto interessanti qui.
Quindi, con l'imperativo informale,
quindi tu, noi, voi, per esempio,
i pronomi si attaccano alla fine del
verbo, quindi fallo, andiamoci,
scrivetemi, per esempio. Quindi i
pronomi vanno sempre alla fine e non è
opzionale, eh, dovete metterli alla
fine.
Quindi questo rende il comando molto
diretto, molto veloce, molto rapido,
appunto.
Con l'imperativo formale, invece, con il
lei, i pronomi vanno all'inizio, quindi
lo faccia, mi scusi.
Attenzione, prima abbiamo detto che il
voi può anche essere imperativo formale,
plurale, no? Quando noi parliamo con un
gruppo di persone. Ma attenzione, in
questo caso, quando usiamo il voi, il
pronome comunque va sempre alla fine,
anche in un contesto formale. Quindi,
signori, scusatemi, per esempio,
andateci ora, per esempio.
E perché? Perché c'è questa differenza
dell'imperativo formale con il lei e i
pronomi vanno prima e tutte le altre
persone invece hanno il pronome alla
fine? Perché
mettere il pronome prima del verbo crea
una sorta di barriera sonora, ma anche
psicologica.
In che senso?
rallenta la frase perché se io devo dire
mi scusi, devo dire prima una parola
prima di dire il verbo
e tutto questo quindi ammorbidisce un
po', rende un po' più gentile il tono
che stiamo usando.
Infatti sono sicuro che sentite la
differenza fra "Scusami" e mi scusi.
Ok, allora abbiamo visto tantissime cose
interessanti.
Adesso volevo fare un piccolo ripasso.
Quindi ricordiamoci, non esistono la
forma io, lui e loro e abbiamo visto
perché
il noi non è esattamente un comando, ma
è un'esortazione, un invito a un gruppo
di persone che include anche noi
in lei. con il lei usiamo il
congiuntivo. Non è tecnicamente un
imperativo, ma prendiamo in prestito le
forme del congiuntivo
e quando usiamo i pronomi, usiamo il
pronome prima del verbo per creare una
specie di distanza fra la persona e il
verbo stesso, quindi per ammorbidire un
po' il tono.
Va bene?
Ok. Allora, continuate a seguire
Passione italiana per scoprire la logica
dietro la lingua. Quindi, continuate a
seguire i nostri video. E adesso
mettiamoci alla prova, quindi sono altri
due bei gli imperativi, esempi di
imperativi qui che ho messo per voi.
Allora, siete pronti per un piccolo
quiz? Quindi adesso è il tuo turno,
quindi vediamo. Frase numero uno.
Mamma, aiutare
me?
con questo esercizio, per favore. Quindi
come la forma dell'imperativo.
Beh, certamente. Aiutami, aiutami.
Benissimo, molto bene. Numero due. Scusi
signore, dire a me dov'è la stazione dei
treni?
Ok,
quindi mi dica attenzione alla posizione
del pronome. Bravissimi. Numero tre, la
pizza è pronta, noi mangiare.
Com'è la forma qui? Abbastanza facile.
Va bene, bravissimi. Mangiamo. Perfetto.
Numero quattro. Marco, fa freddo fuori,
non aprire la finestra.
Che verbo sto cercando qui?
Certamente, bravissimi, aprire perché la
forma negativa dell'imperativo
informale è non più infinito. Va bene? E
numero cinque, signor Rossi, entrare
pure, l'ufficio è aperto.
Quindi, com'è la forma di questo verbo?
Con il lei?
Entri, entri. Ok, bravissimi. Allora,
spero che abbiate trovato questo video
utile e perché non abbiamo visto delle
cose che spesso vengono menzionate in
libri e in risorse di italiano, quindi
proprio l'origine
del dell'imperativo e perché alcune
forme, per esempio, mancano o alcune
forme sono diverse da altre. Quindi
spero di vedervi alla prossima e vi do
un grossissimo saluto. Grazie mille.
Ciao ragazzi. Ciao. Ciao. Ah.
Essential vocabulary encountered in this story, categorized by difficulty with definitions and phonetics:
encouragement, cheering
feminine plural of monosillabico
completely, fully
second-person plural imperative of dimenticarsi